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2016/2017
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STORIA

L'Arena Flegrea fu opera dell’architetto Giulio De Luca per ben due volte, a distanza di cinquant'anni.

Ebbe l’incarico di progettarla per la prima volta nel 1937, interpretando il desiderio di Mussolini di costruire “un teatro di masse per masse”, un teatro che permettesse una vera “adunata di popolo”. Realizzata nel 1940, venne inaugurata nel 1952, come sede estiva del Teatro San Carlo, dopo un progetto di recupero per i danni provocati dalla guerra: subi` infatti occupazioni militari. Il primo spettacolo fu l’Aida di Giuseppe Verdi, che apri` un ciclo di rappresentazioni di altissimo livello.

Dopo una serie di incresciosi avvenimenti (due incendi negli anni ’70, scosse sismiche, vandalismi e furti), nel 1989 si procedette alla demolizione dell’Arena. Nello stesso anno si ricomincio` la sua costruzione. La nuova struttura, che avrebbe dovuto essere inaugurata per i mondiali del 1990, rimase un cantiere a cielo aperto per quasi dieci anni. Il collaudo definitivo avvenne il 26 Giugno del 2001. La nuova “Arena Flegrea” era finalmente realizzata.
L’edificio ricalca sostanzialmente la tipologia e le dimensioni della vecchia Arena ma segue logiche progettuali piu` attente alla dimensione funzionale, piu` sensibili alle esigenze degli artisti e dei musicisti.

Dal 2001 ad oggi l’Arena Flegrea ha accolto artisti della portata di Bob Dylan (Luglio 2001), B.B.King (Luglio 2002), Ben Harper (Giugno 2004), Mark Knopfler (Luglio 2013), Roberto Bolle (Settembre 2009); ha fatto da cornice alle piu` celebri opere liriche della storia (l’Aida, la Tosca, Madama Butterfly e tante altre).
Va considerata una delle poche opere di qualita` costruite a Napoli nell’ultimo ventennio, opera che tuttavia ha lasciato per anni irrisolta la questione di una sua concreta e produttiva messa a frutto e che esige iniziative e scelte progettuali coraggiose.
Da Settembre del 2015 è stata rilevata dalla Societa` Come On Web che si propone come obiettivo quello di riportare l’Arena al suo antico splendore e quindi farle riacquisire il suo originario significato: quello di essere un punto di ritrovo per la collettivita`, appunto un “teatro di masse per masse”.

RASSEGNA